Vetro

Tra i rifiuti in vetro è possibile conferire:

  • bottiglie in vetro
  • vasi e vasetti di vetro
  • bicchieri
  • vetri vari anche se rotti
  • cristallo

Non possono invece essere conferiti:

  • oggetti di grandi dimensioni (damigiane e lastre di vetro)
  • ceramica e porcellana
  • lampadine
  • neon
  • specchi
  • finestre
  • schermi di televisori e computer

Alcuni accorgimenti

Affinché l’impianto di destinazione di questo materiale (la vetreria) possa effettivamente recuperarlo è necessario che:

  • le bottiglie e i vasetti non contengano residui organici;
  • non devono essere presenti residui o pezzi di ceramica, poiché anche in bassissime percentuali questo materiale può compromettere l’intero carico di vetro.
  • gli oggetti di grandi dimensioni possono essere conferiti all’ecocentro.


Cosa succede dopo la raccolta?

Il processo del riciclo
Il vetro raccolto dalle campane stradali (raccolta stradale) o direttamente presso le utenze (raccolta domiciliare) viene conferito presso degli impianti di trattamento del rottame.
Perché il vetro possa essere venduto alle vetrerie come nuova materia prima, deve essere separato da ogni possibile corpo estraneo, diviso per colore e ridotto in piccole pezzature omogenee. Di queste operazioni solo la prima è manuale (separazione da corpi estranei di grandi dimensioni), mentre le altre sono automatiche e necessitano solo di personale con compiti di sorveglianza.
Con la selezione automatica vengono eliminati:

  • i materiali ferrosi (per mezzo di elettrocalamite);
  • i corpi leggeri come carta, plastica, frammenti di legno (per mezzo di un potente aspiratore);
  • i metalli amagnetici quali alluminio e piombo e soprattutto ceramica, porcellana e sassi.
La separazione del vetro dai materiali estranei quali il piombo, i metalli pesanti e la ceramica è un processo importantissimo!
La ceramica ad esempio, che ha un punto di fusione superiore a quello dei componenti del vetro, può permanere all’interno della miscela vetrosa e rovinare la resistenza dei nuovi contenitori.
Il piombo e i metalli pesanti invece, a causa dell’elevato peso specifico, si depositano sul fondo del forno di fusione determinando un’azione corrosiva.


Il rottame di vetro così ottenuto viene consegnato alle vetrerie che lo utilizzano, miscelato alle materie prime normalmente utilizzate, per la produzione di nuovo vetro.
Il vetro riciclato, utilizzato fino al 50% del totale della miscela, consente un notevole risparmio di energia e di silice.
Dopo aver mescolato nelle giuste dosi il vetro riciclato alle materie prime (silice, carbonato di sodio, carbonato di calcio e solfato sodico), la miscela ottenuta viene introdotta nel forno di fusione ad una temperatura di circa 1.500 °C. All’uscita del forno, il materiale fuso viene condotto all’interno di macchine foggiatrici, adibite a dare la forma alla pasta. All’interno delle macchine il vetro fuso entra in gocce di peso stabilito, più o meno grandi a seconda dell’oggetto che si deve creare (bottiglia, damigiana, vasetto).

Per evitare che gli oggetti così formati, a causa delle differenze di temperatura si rompano è necessario introdurli in un forno di ricottura dove vengono portati ad una temperatura omogenea e man mano ricondotti gradualmente alla temperatura ambiente. La resistenza di questi oggetti dipende proprio dall’accuratezza con cui viene realizzato questo processo.


I prodotti del riciclo
Il vetro può essere riciclato molte volte, senza subire alcun degrado quantitativo o qualitativo.
La produzione di vetro riciclato in Italia è pari al 60% del vetro totale prodotto; tale produzione non può andare oltre certi quantitativi in quanto il vetro che viene raccolto per il successivo riciclo è di tipo misto (ossia di colori diversi). Il vetro misto può essere utilizzato per la produzione di contenitori in vetro di colore giallo e verde, ma non per la produzione di vetro bianco che necessita di una raccolta dedicata.

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